Sulle labbra e nel pensiero
Nov. 9th, 2006 | 08:14 am
mood:
ecstatic
E poi silenzio all'improvviso
C'è tutto il mondo sul tuo viso
Col mare mosso dal sorriso
E tu mi leggi nel pensiero
Sulle labbra e nel pensiero
E io non penso a cosa penso
La tua presenza è il solo senso
In questo mondo di silenzio
E ho le mani che non sanno
Precisamente cosa fanno
Vanno e non so se torneranno
E tu mi leggi nel pensiero
Sulle labbra e nel pensiero
E ti sento respirare
Come se non lo sapessi fare
E stiamo per dimenticare
Tutto quello che non era amore
E sembra che mai
Non siamo stati amati mai
E voglio solo sperperare
E dissiparmi e consumare
E come l'acqua riversare
E ti sento ritornare
Dopo che ti sei lasciata andare
E quasi ti fa disperare
La sfrenata quantità d'amore
Sembra che mai
Non siamo stati amati mai
E nel mio corpo corre il cuore
Il cuore corre e vuole uscire
E vuole uscire dal mio cuore
E tu ti espandi nel pensiero
Sulle labbra e nel pensiero
Tu prendi il posto del pensiero
Sulle labbra e nel pensiero
E scoppia il cuore nel pensiero
Sulle labbra e nel pensiero

C'è tutto il mondo sul tuo viso
Col mare mosso dal sorriso
E tu mi leggi nel pensiero
Sulle labbra e nel pensiero
E io non penso a cosa penso
La tua presenza è il solo senso
In questo mondo di silenzio
E ho le mani che non sanno
Precisamente cosa fanno
Vanno e non so se torneranno
E tu mi leggi nel pensiero
Sulle labbra e nel pensiero
E ti sento respirare
Come se non lo sapessi fare
E stiamo per dimenticare
Tutto quello che non era amore
E sembra che mai
Non siamo stati amati mai
E voglio solo sperperare
E dissiparmi e consumare
E come l'acqua riversare
E ti sento ritornare
Dopo che ti sei lasciata andare
E quasi ti fa disperare
La sfrenata quantità d'amore
Sembra che mai
Non siamo stati amati mai
E nel mio corpo corre il cuore
Il cuore corre e vuole uscire
E vuole uscire dal mio cuore
E tu ti espandi nel pensiero
Sulle labbra e nel pensiero
Tu prendi il posto del pensiero
Sulle labbra e nel pensiero
E scoppia il cuore nel pensiero
Sulle labbra e nel pensiero

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Conigliette......Playboy 2006
Nov. 8th, 2006 | 09:58 pm
mood:
happy
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Cose strane del mondo
Nov. 8th, 2006 | 02:33 pm
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Ferite, Ferite, Ferite
Nov. 7th, 2006 | 02:17 pm
mood:
groggy
music: Luca Carboni - Ferite

Delle volte lo so,
sei felice anche un po'
se scopri il mondo che c'è
che scoppia dentro di te
sembra impossibile che
con tutto quello che hai lì
all'improvviso però
sentire un vuoto così...
Delle volte lo sai,
mi vien da ridere un po'
se guardo dietro di me
vedo un bimbo fragile che
sembra impossibile che
sono arrivato fin qua
in questo mondo e da qua
non so più dove si va
Delle volte lo so,
ti vien da piangere un po'
diventi triste però
non disperarti no
non sei contenta di te,
manca qualcosa cos'è?
Cerchi dentro di te,
chiedi la vita cos'è?
Che vuoi più amore... più amore...
più amore intorno a te
Che vuoi più amore... più amore...
più amore dentro te
più amore anche da dare a me...
Delle volte lo sai,
sono felice anche un po'
se scopro il mondo che c'è
che scoppia dentro di me
sembra impossibile che
con tutto quello che ho qui
all'improvviso però
sentire un vuoto così
Ma ogni persona lo sai,
ha le sue ferite lo sai
grandi o piccole poi
a volte sanguinano
e la ragione non può
l'intelligenza non può
neanche coi soldi si può
curarle nemmeno un po'...
Se non c'è amore... più amore...
più amore intorno a te
più amore anche da dare a me
Se non c'è più amore... più amore...
più amore dentro me
più amore anche da dare a te...

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Sigle Cartoons Anni '80
Oct. 24th, 2006 | 09:07 am
Ciao Ragazzi, visto che la proposta di Ilenya ha avuto abbastanza interesse, vi invito, ora, a ricordarvi almeno 4 sigle dei cartoni da voi preferiti, io inizio, appoggiando ovviamente Ilenya, con Georgie, Kiss me licia, L'incantevoile creamy e il mitico Tulipano nero!!
Ciao ciao a voi!!
( Prima io )
Ciao ciao a voi!!
( Prima io )
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Arrivederci presto Campione!
Oct. 23rd, 2006 | 06:52 pm
Si ritira, con dolore, profonda tristezza, e chi più ne ha più ne metta, uno dei più grandi sportivi degli ultimi 25 anni; Michael Schumacher!!

Michael Schumacher ha debuttato in Formula 1 nel 1991 al volante della Jordan. La squadra irlandese, rivelazione della stagione, aveva bisogno di sostituire Bertrand Gachot, trattenuto in stato di arresto a Londra, per il Gran Premio del Belgio, sul celebre circuito di Spa. Al primo contatto con la pista belga con una Formula 1, Schumacher si qualifica in un brillante settimo posto. La sua gara si conclude comunque dopo poche centinaia di metri, a causa della rottura della frizione.
La prestazione in Belgio lo ha comunque portato all'attenzione dei top team. Flavio Briatore, direttore del team Benetton, gli offre subito un contratto, che Schumacher firma, per affiancare Nelson Piquet. La questione contrattuale con il team Jordan viene chiusa girando alla squadra irlandese la seconda guida del team Benetton, Roberto Moreno. Nelle rimanenti gare della stagione 1991 si dimostra piuttosto consistente, ed ottiene alcuni piazzamenti nei punti.
Al termine della stagione 1991, Piquet lascia la Formula 1, ed il suo posto alla Benetton viene preso da Martin Brundle. La stagione 1992 è monopolizzata dalle Williams-Renault. Schumacher comincia ad inserirsi stabilmente nelle posizioni di maggior rilievo, ottenendo alcuni podi, fino alla prima vittoria, ottenuta di nuovo a Spa, nel Gran Premio del Belgio. Alla fine della stagione è terzo in classifica mondiale, dietro le due imprendibili Williams, e davanti ad Ayrton Senna, tradito in diverse occasioni da una McLaren spesso inaffidabile. Comincia a delinearsi la rivalità tra il fuoriclasse brasiliano e l'emergente pilota tedesco: in Brasile Schumacher accusa pubblicamente Senna di averlo ostacolato in gara con comportamenti poco ortodossi, mentre in realtà era l'elettronica della McLaren ad essere responsabile degli improvvisi rallentamenti del brasiliano. In Francia, Schumacher tampona Senna al primo giro: dopo l'interruzione della gara per la pioggia, Senna, già in borghese, discute animatamente con Michael spiegandogli il suo punto di vista riguardo ai rapporti con la stampa e con gli altri piloti.
La stagione 1993 dovrebbe essere quella della definitiva consacrazione. La Benetton ottiene una fornitura esclusiva di motori Ford, di uno step superiore a quelli in dotazione alla McLaren. Inoltre, sono allo studio sistemi di traction control e di sterzata sulle 4 ruote, che promettono di rendere ulteriormente competitiva la vettura. Il nuovo compagno di squadra di Schumacher è Riccardo Patrese, in quella che sarà la sua ultima stagione al volante. L'annata è tutto sommato soddisfacente, con arrivi a podio ed una ulteriore vittoria in Portogallo, ma Schumacher non è mai realmente in lotta per il titolo, anche per quest'anno appannaggio della Williams-Renault, in questo caso di Prost. In realtà l'unica resistenza alla Williams è quella di Ayrton Senna, che nella prima parte di stagione si dimostra nettamente più competitivo, ottenendo anche per il proprio team la stessa fornitura di motori della Benetton a partire da metà stagione.
Il 1994 è l'anno della rivoluzione tecnica introdotta da Mosley: viene eliminata tutta l'elettronica, che dominava ormai il panorama tecnico con sospensioni attive, controllo di trazione e meccanismi di partenza automatici. Vengono anche introdotti i rifornimenti in gara, nella speranza di aumentare lo spettacolo e la competizione, dopo due annate dominate da un singolo team. La Benetton si presenta in grande forma, nonostante sia dotata del V8 Ford, contro il V10 Renault che equipaggia la Williams, su cui finalmente riesce a trovare posto Ayrton Senna. Ma la stagione prende subito una brutta piega, con i gravi incidenti di Lehto a Silverstone, che lo costringeranno a saltare le prime gare, e di Alesi, anche lui costretto a saltare due gare. Le prime due gare vedono un dominio di Schumacher, con Senna che sbaglia in Brasile e che viene buttato fuori alla partenza in Giappone. Il successivo week-end di Imola, con la morte di Senna e Ratzenberger, il ferimento di Barrichello, ed i gravi incidenti in partenza e corsia box che coinvolgono anche spettatori e meccanici, chiude un'epoca ed impone al mondo della Formula 1 una riflessione profonda. La Federazione introduce una serie di misure correttive per migliorare la sicurezza, in successivi interventi regolamentari, mentre in pista Schumacher prosegue la teoria di vittorie e di podi che paiono destinarlo ad un facile successo finale. Al termine del Gran Premio di Francia, il vantaggio del tedesco su Damon Hill è di quasi 40 punti. Il periodo successivo vede accadere più cose nelle aule dei tribunali che in pista: a Silverstone, Schumacher supera Hill nel giro di ricognizione, non rispetta la penalità che gli era stata comminata e viene pertanto squalificato; il mancato rispetto della bandiera nera viene punito con ulteriori due gare di squalifica, ma per permettere al pilota di correre la gara di casa, la squadra interpone appello. In Germania Schumacher è vittima di un ritiro, mentre il suo compagno di squadra, Verstappen, è protagonista di un incendio nel corso del rifornimento. La successiva indagine della FIA mette sul banco degli imputati la Benetton per aver manomesso il dispositivo di rifornimento, accusa che si va ad aggiungere all'utilizzo di codice proibito con funzioni di controllo di partenza sulle vetture del team italiano. Al Gran Premio del Belgio Schumacher vince ancora, ma l'eccessivo consumo del fondo in legno introdotto a partire da Hockeneim porta ad una nuova squalifica. Schumacher salta i due Gran Premi successivi per i fatti del Gran Premio di Gran Bretagna, e quando torna in pista a Jerez il suo vantaggio è ridotto ad un punto. Vince a Jerez, ma viene battuto da Hill nel bagnatissimo Gran Premio del Giappone, e i due rivali si presentano alla gara finale divisi da un solo punto. Schumacher comanda la prima parte del Gran Premio di Australia con Hill che segue a breve distanza, fino a quando commette un errore e scivola contro il muro all'esterno di una curva. Alla curva successiva Damon Hill cerca di infilarsi all'interno, vedendo il rivale in difficoltà, ma Schumacher chiude la porta ed il contatto è inevitabile. La Benetton finisce contro le gomme di protezione, mentre la Williams prosegue, ma ha una sospensione rotta in modo irreparabile. Il titolo di Campione del Mondo 1994 è di Michael Schumacher.
La stagione 1995 vede la Benetton spinta dallo stesso motore Renault V10 utilizzata dai rivali della Williams e Schumacher è affiancato da Johnny Herbert. La prima fase del mondiale è controversa: in Brasile Schumacher è vittima di un incidente nelle prove causato dalla rottura dello sterzo. Vince la gara, grazie anche ad un ritiro di Hill, ma la vittoria viene in un primo momento annullata per non conformità del carburante utilizzato. La scelta finale della FIA è quella di lasciare i piazzamenti ai piloti che hanno utilizzato i carburanti ELF, ma di togliere i punti alle squadre per il campionato costruttori. Schumacher torna alla vittoria solo con il Gran Premio di Spagna, dopo un brutto incidente ad Imola, e continua la stagione con un alternarsi di vittorie e prestazioni interlocutorie. A Silverstone ed a Monza è protagonista di due incidenti con Damon Hill, che lo tampona in entrambe le occasioni, mentre i due sono in lotta per il primato. A Spa è autore di una prestazione maiuscola: ottiene la vittoria partendo dal sedicesimo posto in griglia e si impegna in uno spettacolare duello su pista bagnata con Hill, pur montando gomme da asciutto. Il finale della stagione europea vede Schumacher avvantaggiarsi in classifica sul rivale, fino alla conquista del titolo con due gare di anticipo, sul circuito di Aida nel Gran Premio del Pacifico. Con la successiva gara in Giappone, la squadra conquista il titolo costruttori, che le era sfuggito l'anno precedente.
Nel frattempo, già dall'estate, Schumacher ha preso una decisione fondamentale per il proprio futuro professionale, firmando un contratto biennale con la Ferrari.
Nel 1996 è diventato prima guida della Ferrari, scuderia con la quale diventerà il pilota più titolato della storia della Formula 1.
L'esordio con la nuova scuderia è difficile. La Ferrari si trova in condizioni imbarazzanti: il titolo mondiale manca ormai dal lontano 1979, la squadra è lacerata da anni di lotte intestine e cocenti delusioni ed il divario tecnico con le scuderie inglesi sembra ogni anno sempre incolmabile. Insieme a Schumacher arrivano dalla Benetton altri tecnici dal ruolo fondamentale come Ross Brawn e Rory Byrne. E' l'inizio di un nuovo progetto che porterà il Schumacher a diventare il perno fondamentale attorno a cui ruota tutta la squadra.
La stagione 1996 è dominata dalle imprendibili Williams-Renault di Damon Hill e Jacques Villeneuve. La prima stagione di Schumacher alla Ferrari è un'altalena di momenti positivi e negativi. Tra i primi, le 3 vittorie: una sotto il diluvio in Spagna, ed altre due nella seconda parte della stagione, a Spa e a Monza. Tra i momenti negativi una serie di ritiri per problemi meccanici (Canada e Francia, quando il motore si rompe nel giro di ricognizione) ed errori del pilota: a Montecarlo, pur partendo in pole position, si fa passare da Hill al via per poi scivolare su un cordolo bagnato, sbattendo già nel corso del primo giro. Conclude comunque il mondiale al terzo posto.

( Continua )

Michael Schumacher ha debuttato in Formula 1 nel 1991 al volante della Jordan. La squadra irlandese, rivelazione della stagione, aveva bisogno di sostituire Bertrand Gachot, trattenuto in stato di arresto a Londra, per il Gran Premio del Belgio, sul celebre circuito di Spa. Al primo contatto con la pista belga con una Formula 1, Schumacher si qualifica in un brillante settimo posto. La sua gara si conclude comunque dopo poche centinaia di metri, a causa della rottura della frizione.
La prestazione in Belgio lo ha comunque portato all'attenzione dei top team. Flavio Briatore, direttore del team Benetton, gli offre subito un contratto, che Schumacher firma, per affiancare Nelson Piquet. La questione contrattuale con il team Jordan viene chiusa girando alla squadra irlandese la seconda guida del team Benetton, Roberto Moreno. Nelle rimanenti gare della stagione 1991 si dimostra piuttosto consistente, ed ottiene alcuni piazzamenti nei punti.
Al termine della stagione 1991, Piquet lascia la Formula 1, ed il suo posto alla Benetton viene preso da Martin Brundle. La stagione 1992 è monopolizzata dalle Williams-Renault. Schumacher comincia ad inserirsi stabilmente nelle posizioni di maggior rilievo, ottenendo alcuni podi, fino alla prima vittoria, ottenuta di nuovo a Spa, nel Gran Premio del Belgio. Alla fine della stagione è terzo in classifica mondiale, dietro le due imprendibili Williams, e davanti ad Ayrton Senna, tradito in diverse occasioni da una McLaren spesso inaffidabile. Comincia a delinearsi la rivalità tra il fuoriclasse brasiliano e l'emergente pilota tedesco: in Brasile Schumacher accusa pubblicamente Senna di averlo ostacolato in gara con comportamenti poco ortodossi, mentre in realtà era l'elettronica della McLaren ad essere responsabile degli improvvisi rallentamenti del brasiliano. In Francia, Schumacher tampona Senna al primo giro: dopo l'interruzione della gara per la pioggia, Senna, già in borghese, discute animatamente con Michael spiegandogli il suo punto di vista riguardo ai rapporti con la stampa e con gli altri piloti.
La stagione 1993 dovrebbe essere quella della definitiva consacrazione. La Benetton ottiene una fornitura esclusiva di motori Ford, di uno step superiore a quelli in dotazione alla McLaren. Inoltre, sono allo studio sistemi di traction control e di sterzata sulle 4 ruote, che promettono di rendere ulteriormente competitiva la vettura. Il nuovo compagno di squadra di Schumacher è Riccardo Patrese, in quella che sarà la sua ultima stagione al volante. L'annata è tutto sommato soddisfacente, con arrivi a podio ed una ulteriore vittoria in Portogallo, ma Schumacher non è mai realmente in lotta per il titolo, anche per quest'anno appannaggio della Williams-Renault, in questo caso di Prost. In realtà l'unica resistenza alla Williams è quella di Ayrton Senna, che nella prima parte di stagione si dimostra nettamente più competitivo, ottenendo anche per il proprio team la stessa fornitura di motori della Benetton a partire da metà stagione.
Il 1994 è l'anno della rivoluzione tecnica introdotta da Mosley: viene eliminata tutta l'elettronica, che dominava ormai il panorama tecnico con sospensioni attive, controllo di trazione e meccanismi di partenza automatici. Vengono anche introdotti i rifornimenti in gara, nella speranza di aumentare lo spettacolo e la competizione, dopo due annate dominate da un singolo team. La Benetton si presenta in grande forma, nonostante sia dotata del V8 Ford, contro il V10 Renault che equipaggia la Williams, su cui finalmente riesce a trovare posto Ayrton Senna. Ma la stagione prende subito una brutta piega, con i gravi incidenti di Lehto a Silverstone, che lo costringeranno a saltare le prime gare, e di Alesi, anche lui costretto a saltare due gare. Le prime due gare vedono un dominio di Schumacher, con Senna che sbaglia in Brasile e che viene buttato fuori alla partenza in Giappone. Il successivo week-end di Imola, con la morte di Senna e Ratzenberger, il ferimento di Barrichello, ed i gravi incidenti in partenza e corsia box che coinvolgono anche spettatori e meccanici, chiude un'epoca ed impone al mondo della Formula 1 una riflessione profonda. La Federazione introduce una serie di misure correttive per migliorare la sicurezza, in successivi interventi regolamentari, mentre in pista Schumacher prosegue la teoria di vittorie e di podi che paiono destinarlo ad un facile successo finale. Al termine del Gran Premio di Francia, il vantaggio del tedesco su Damon Hill è di quasi 40 punti. Il periodo successivo vede accadere più cose nelle aule dei tribunali che in pista: a Silverstone, Schumacher supera Hill nel giro di ricognizione, non rispetta la penalità che gli era stata comminata e viene pertanto squalificato; il mancato rispetto della bandiera nera viene punito con ulteriori due gare di squalifica, ma per permettere al pilota di correre la gara di casa, la squadra interpone appello. In Germania Schumacher è vittima di un ritiro, mentre il suo compagno di squadra, Verstappen, è protagonista di un incendio nel corso del rifornimento. La successiva indagine della FIA mette sul banco degli imputati la Benetton per aver manomesso il dispositivo di rifornimento, accusa che si va ad aggiungere all'utilizzo di codice proibito con funzioni di controllo di partenza sulle vetture del team italiano. Al Gran Premio del Belgio Schumacher vince ancora, ma l'eccessivo consumo del fondo in legno introdotto a partire da Hockeneim porta ad una nuova squalifica. Schumacher salta i due Gran Premi successivi per i fatti del Gran Premio di Gran Bretagna, e quando torna in pista a Jerez il suo vantaggio è ridotto ad un punto. Vince a Jerez, ma viene battuto da Hill nel bagnatissimo Gran Premio del Giappone, e i due rivali si presentano alla gara finale divisi da un solo punto. Schumacher comanda la prima parte del Gran Premio di Australia con Hill che segue a breve distanza, fino a quando commette un errore e scivola contro il muro all'esterno di una curva. Alla curva successiva Damon Hill cerca di infilarsi all'interno, vedendo il rivale in difficoltà, ma Schumacher chiude la porta ed il contatto è inevitabile. La Benetton finisce contro le gomme di protezione, mentre la Williams prosegue, ma ha una sospensione rotta in modo irreparabile. Il titolo di Campione del Mondo 1994 è di Michael Schumacher.
La stagione 1995 vede la Benetton spinta dallo stesso motore Renault V10 utilizzata dai rivali della Williams e Schumacher è affiancato da Johnny Herbert. La prima fase del mondiale è controversa: in Brasile Schumacher è vittima di un incidente nelle prove causato dalla rottura dello sterzo. Vince la gara, grazie anche ad un ritiro di Hill, ma la vittoria viene in un primo momento annullata per non conformità del carburante utilizzato. La scelta finale della FIA è quella di lasciare i piazzamenti ai piloti che hanno utilizzato i carburanti ELF, ma di togliere i punti alle squadre per il campionato costruttori. Schumacher torna alla vittoria solo con il Gran Premio di Spagna, dopo un brutto incidente ad Imola, e continua la stagione con un alternarsi di vittorie e prestazioni interlocutorie. A Silverstone ed a Monza è protagonista di due incidenti con Damon Hill, che lo tampona in entrambe le occasioni, mentre i due sono in lotta per il primato. A Spa è autore di una prestazione maiuscola: ottiene la vittoria partendo dal sedicesimo posto in griglia e si impegna in uno spettacolare duello su pista bagnata con Hill, pur montando gomme da asciutto. Il finale della stagione europea vede Schumacher avvantaggiarsi in classifica sul rivale, fino alla conquista del titolo con due gare di anticipo, sul circuito di Aida nel Gran Premio del Pacifico. Con la successiva gara in Giappone, la squadra conquista il titolo costruttori, che le era sfuggito l'anno precedente.
Nel frattempo, già dall'estate, Schumacher ha preso una decisione fondamentale per il proprio futuro professionale, firmando un contratto biennale con la Ferrari.
Nel 1996 è diventato prima guida della Ferrari, scuderia con la quale diventerà il pilota più titolato della storia della Formula 1.
L'esordio con la nuova scuderia è difficile. La Ferrari si trova in condizioni imbarazzanti: il titolo mondiale manca ormai dal lontano 1979, la squadra è lacerata da anni di lotte intestine e cocenti delusioni ed il divario tecnico con le scuderie inglesi sembra ogni anno sempre incolmabile. Insieme a Schumacher arrivano dalla Benetton altri tecnici dal ruolo fondamentale come Ross Brawn e Rory Byrne. E' l'inizio di un nuovo progetto che porterà il Schumacher a diventare il perno fondamentale attorno a cui ruota tutta la squadra.
La stagione 1996 è dominata dalle imprendibili Williams-Renault di Damon Hill e Jacques Villeneuve. La prima stagione di Schumacher alla Ferrari è un'altalena di momenti positivi e negativi. Tra i primi, le 3 vittorie: una sotto il diluvio in Spagna, ed altre due nella seconda parte della stagione, a Spa e a Monza. Tra i momenti negativi una serie di ritiri per problemi meccanici (Canada e Francia, quando il motore si rompe nel giro di ricognizione) ed errori del pilota: a Montecarlo, pur partendo in pole position, si fa passare da Hill al via per poi scivolare su un cordolo bagnato, sbattendo già nel corso del primo giro. Conclude comunque il mondiale al terzo posto.

( Continua )
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Il mio nemico
Oct. 23rd, 2006 | 09:30 am
Nello spazio, durante la seconda metà del duemila, il terrestre Davidge, incurante degli ordini, si scaglia all'assalto dell'alieno Jeriba. Uno dei Dracon - esseri unisex, abitanti l'omonimo antichissimo pianeta - il quale é entrato con la sua navetta nell'orbita della stazione spaziale avversaria. Nel furioso scontro, il terrestre e l'alieno precipitano con le loro navi spaziali sul medesimo pianeta Fyrine IV, mondo vulcanico spettrale a causa dei suoi due soli e sei lune.

Il pianeta è abitato da carnivori umani, sempre in agguato per procurarsi preda. E' subito chiaro che i due riusciranno a sopravvivere solo superando la inimicizia e riducendosi a collaborare. Dopo un primo feroce corpo a corpo, Davidge e Jeriba si dividono, ma ben presto il terrestre deve soccorrere il nemico, che sta per essere catturato dagli spietati fyrinesi. Molto stentatamente e lentamente i due riescono a intendersi e a comunicare, finché Davidge, sul punto di cader preda di un misterioso rettile di Fyrine IV, viene a sua volta salvato dal nemico. Durante una violenta tempesta di meteoriti che si abbatte sul pianeta, Davidge e Jeriba trovano riparo in una caverna, dove l'alieno muore dando alla luce un altro piccolo Drac.

Davidge s'improvvisa balio e tutore del piccolo alieno, finché, ferito in uno scontro con i fyrinesi e soccorso dai suoi, viene fortunosamente ripreso a bordo dalla stazione spaziale dei terrestri, con l'inseparabile Drac Junior.

Che dire ragazzi, personalmente è un film spettacolare, con un Dennis Quaid perfetto, con un interpretazione tosta e gajarda, ma, onestamente, con un Louis Gossett jr veramente fantastico e inaspettatamente perfetto, nell'interpretazine dell'alieno §Jeriba.
Voto : 8

Il pianeta è abitato da carnivori umani, sempre in agguato per procurarsi preda. E' subito chiaro che i due riusciranno a sopravvivere solo superando la inimicizia e riducendosi a collaborare. Dopo un primo feroce corpo a corpo, Davidge e Jeriba si dividono, ma ben presto il terrestre deve soccorrere il nemico, che sta per essere catturato dagli spietati fyrinesi. Molto stentatamente e lentamente i due riescono a intendersi e a comunicare, finché Davidge, sul punto di cader preda di un misterioso rettile di Fyrine IV, viene a sua volta salvato dal nemico. Durante una violenta tempesta di meteoriti che si abbatte sul pianeta, Davidge e Jeriba trovano riparo in una caverna, dove l'alieno muore dando alla luce un altro piccolo Drac.

Davidge s'improvvisa balio e tutore del piccolo alieno, finché, ferito in uno scontro con i fyrinesi e soccorso dai suoi, viene fortunosamente ripreso a bordo dalla stazione spaziale dei terrestri, con l'inseparabile Drac Junior.

Che dire ragazzi, personalmente è un film spettacolare, con un Dennis Quaid perfetto, con un interpretazione tosta e gajarda, ma, onestamente, con un Louis Gossett jr veramente fantastico e inaspettatamente perfetto, nell'interpretazine dell'alieno §Jeriba.
Voto : 8
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Il Rock By Canada
Oct. 20th, 2006 | 09:56 am
Quando essere rocker non è un'etichetta come un'altra ma è qualcosa che si ha nel sangue, quando è un modo e uno stile di vita che si sente sulla propria pelle come una seconda natura... Bryan Adams risponde perfettamente a questo profilo. E' genuino, immediato, tutto chitarre e batteria esattamente come il suo sano e buon rock'n'roll.
Heaven
Oh - thinkin' about all our younger years
There was only you and me
We were young and wild and free
Now nothin' can take you away from me
We've been down that road before
But that's over now
You keep me comin' back for more
Baby you're all that I want
When you're lyin' here in my arms
I'm findin' it hard to believe
We're in heaven
And love is all that I need
And I found it there in your heart
It isn't too hard to see
We're in heaven
Oh - once in your life you find someone
Who will turn your world around
Bring you up when you're feelin' down
Ya - nothin' could change what you mean to me
Oh there's lots that I could say
But just hold me now
Cause our love will light the way
I've bin waitin' for so long
For somethin' to arrive
For love to come along
Now our dreams are comin' true
Through the good times and the bad
Ya - I'll be standin' there by you

( continua )
Heaven
Oh - thinkin' about all our younger years
There was only you and me
We were young and wild and free
Now nothin' can take you away from me
We've been down that road before
But that's over now
You keep me comin' back for more
Baby you're all that I want
When you're lyin' here in my arms
I'm findin' it hard to believe
We're in heaven
And love is all that I need
And I found it there in your heart
It isn't too hard to see
We're in heaven
Oh - once in your life you find someone
Who will turn your world around
Bring you up when you're feelin' down
Ya - nothin' could change what you mean to me
Oh there's lots that I could say
But just hold me now
Cause our love will light the way
I've bin waitin' for so long
For somethin' to arrive
For love to come along
Now our dreams are comin' true
Through the good times and the bad
Ya - I'll be standin' there by you

( continua )
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Antonello Venditti
Oct. 19th, 2006 | 10:11 am
Nasce a Roma, nel quartiere Trieste (precisamente a via Zara) l’8 Marzo 1949.
Figlio di una famiglia della medio-alta borghesia italiana: il padre Vincenzino Italo, è un Prefetto, la madre, Wanda Sicardi, è insegnante liceale di latino e greco. Antonello vive la sua giovinezza all’insegna del formalismo e dell’assoluto rispetto per la famiglia.
Viene avvicinato allo studio della musica giovanissimo. Già durante le scuole elementari, frequentate alla scuola XX settembre 1870 di via Novara, studia il pianoforte. Ma lo studio troppo accademico dello strumento, nonché una nonna troppo apprensiva che lo fa ingrassare in modo tale da farlo pesare a 14 anni, 94 kg., lo allontanano dallo studio del pianoforte, dopo che aveva già composto “Roma Capoccia” e “Sora Rosa”.
Durante gli anni del liceo, (il "Giulio Cesare”), incontra altri futuri personaggi famosi come il suo grande amico, attore e regista cinematografico,nonché discreto batterista, Carlo Verdone. Passa in questo periodo molto del suo tempo in un locale trasteverino, il “Folkstudio” di via Garibaldi, dapprima come semplice spettatore, poi proponendo un proprio repertorio, tra cui le canzoni di punta sono in dialetto romano: “Roma Capoccia” e “Sora Rosa”. Al Folkstudio incontra Francesco De Gregori, Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano, con il quale muove i primi passi nel mondo della musica e con i quali forma un quartetto che venne chiamato "I Giovani del Folk".
Fu proprio con De Gregori che condivise l’ esperienza del primo album, “Theorius Campus”, uscito nel 1972, nel quale i due artisti avevano a disposizione una facciata ciascuno.
L’album conteneva sei brani per entrambi gli artisti, e tra quelli di Venditti, “Roma Capoccia”, uscito anche in seguito come singolo insieme a “Ciao Uomo” fu il più apprezzato.
Gli anni ’70, sono anni “caldi” per l’Italia, dal punto di vista politico e questo periodo si ripercuote anche nella musica. Ne sa qualcosa anche lo stesso Venditti, che il 15 gennaio 1974, dopo aver eseguito al Teatro dei Satiri in Roma,una sua canzone, “A Cristo”, fu denunciato da un maresciallo della Polizia di Stato presente in sala, per vilipendio alla religione di stato.
Venditti - sull'onda di successi come Roma Capoccia e Sora Rosa - incide il suo primo disco da solista due anni dopo, a Milano, si tratta de "L'Orso bruno" 1973, realizzato con la collaborazione di Vince Tempera che suona anche il pianoforte in "Dove" ; E' un disco che denota l'attenzione del cantante verso il sociale e gli permette la prima notorietà, almeno nel "circuito impegnato". C'è poi il passaggio dalla It di Micocci alla Rca, punto di partenza naturale per i cantautori più innovativi di quel periodo.
Con la nuova casa discografica pubblica l'album "Le Cose della vita" 1973, uno dei dischi fondamentali della canzone d'autore italiana (quasi interamente acustico, prevale il suono del pianoforte con un tappeto di eminent, è un album intimista molto segnato dalla riflessione sulla famiglia, "Mio padre ha un buco in gola"). "Le cose della vita" riscontra un buon successo in termini di copie vendute e di apprezzamento della critica e si può definire uno dei migliori album di sempre di Antonello Venditti.
Segue "Quando verrà Natale" 1974 ricco di splendide composizioni : "Campo de' fiori", "Ora che sono pioggia", "Marta", "A Cristo". Di quest'anno è anche la manifestazione d'amore per la squadra giallorossa "Roma roma roma, non si discute si ama", era la prima volta che la canzone d'autore trattava questo tema.
Temi molto seri, invece, con Lilly (1975) che contiene una canzone sulla droga che è un atto d'accusa nei confronti dell'ipocrisia benpensante e un brano , "Lo stambecco ferito" (nove minuti di canzone più una coda strumentale), che è sicuramente uno dei brani maggiormente letterari di Antonello Venditti e uno dei capisaldi della sua produzione.
In "Ullallà" 1976 , canta invece la disperazione provocata dalla fuga di diossina ("Canzone per Seveso") , gas altamente tossico, che si verifica nel '76 all'Icmesa di Seveso. Il disco contiene anche un brano, "Jodi e la scimmietta", che è un'interessantissima lettura della generazione del '68.
Questo suo impegno lo fa finire nell'occhio del ciclone, alcuni giovani non gli perdonano la doppia valenza, impegnata e commerciale("Lilly" raggiunge la vetta dell'hit parade) .Con "Ullalla" chiude il rapporto con la Rca e rimane in silenzio per due anni.
Scrive in questo periodo una colonna sonora con Lucio Dalla per il film "Signore e signori buonanotte" 1976 , precisamente musicano l'episodio girato da Nanni Loy.
Il ritorno in scena lo riporta subito in vetta alle classifiche con un disco "Sotto il segno dei pesci" ('78) che contiene canzoni molto note come "Sara", "Giulia" e "Bomba o non bomba".
Venditti sceglie di cantare temi più personali pur rimanendo nel campo dell'impegno.
E' costretto ad affrontare un delicato periodo sentimentale: si separa dalla moglie Simona Izzo e di conseguenza dal figlio Francesco Saverio nato nel 1976.
Il disco successivo "Buona domenica 1979" riflette questo periodo con canzoni amare come "Donna in bottiglia", "Stai con me" e "Modena", uno dei suoi capolavori, che racconta la disillusione politica di quel periodo. Il 1979 è anche l'anno in cui Antonello Venditti compone le musiche per uno sceneggiato televisivo; Il disco si intitola "Addavenì"(quer giorno e quella sera)" , e le canzoni sono interpretate da Ninetto Davoli e Adriana Asti, tranne una "Scusa devo andare via" che viene proposta in una differente versione rispetto a quella già presente in "Buona domenica", segue un lungo periodo di ripensamento e nel 1982 esce "Sotto la poggia" che segna il debutto dell'etichetta discografica di proprietà di Venditti, la Heinz Music.
È il momento della fama, nel 1983 Venditti festeggia il secondo scudetto della Roma e gli ultimi clamorosi successi ("Sottoil segno dei pesci" e "Buona Domenica" vendono moltissimo) con un concerto gratuito al Circo Massimo. Da questa esperienza nasce il primo live della sua carriera "Circo Massimo" 1983 che contiene "Grazie Roma" una delle sue canzoni più note al grande pubblico.
È un Venditti intimistico anche quello di Cuore (1984) con "Ci vorrebbe un amico" e "Notte prima degli esami". Nel 1985 esce un doppio live, registrato in parte al Circo Massimo (Venditti organizza una seconda adunata per seguire la finale di Coppa Campioni, Roma-Liverpool, in cui la Roma risulterà però sconfitta) , con un inedito "Centocittà" che porta lo stesso nome dell'album. L' Lp testimonia uno dei migliori concerti dal vivo di sempre.
Ancora temi personali in "Venditti e segreti (1986)" con "Giulio Cesare" e "C'è un cuore che batte" In quell'anno compone anche la colonna sonora per il film "Troppo Forte" (1986) di Carlo Verdone
Arrivano poi "In questo mondo di ladri" (1988) e "Benvenuti in paradiso" (1991) dischi da un milione di copie vendute, con "Ricordati di me", "Alta marea (cover di Don't dream it's over dei Crowded house) e "Amici mai".
Negli anni Novanta Venditti prende le vesti del cantante pop e si allontana dagli stilemi cantautorali.Organizza grandi concerti come quello testimoniato da "Da Sansiro a Samarcanda" ("Samarcanda" è il titolo del programma di Michele Santoro al quale Venditti partecipa con grande passione)
Un nuovo album inedito arriva nel 1995 "Prendilo tu questo frutto amaro", con "Eroi minori" e "Tutti all'inferno", canzoni che raccontano la recente "Tangentopoli" e le tragiche stragi di mafia di tre anni prima.
Due anni dopo decide di realizzare un disco diverso, sperimentale, incide le proprie canzoni accompagnato da un'orchestra sinfonica. "Antonello nel paese delle meraviglie" ('97) è infatti una rilettura di alcuni classici insieme alla Bulgarian Simphony Orchestra di Sofia, diretta dal maestro Renato Serio che cura gli arrangiamenti. Il 24 settembre 1999 esce "Goodbye Novecento", in cui il cantante, che ha compiuto cinquantanni proprio in quell'anno (compleanno festeggiato l'8 marzo insieme agli studenti dell'università di Roma, La Sapienza) affronta le principali tematiche di fine millennio.
Il tema delll'amore e Roma sono la molla per i 2 dischi successivi:
"Se l'amore è amore" 2000 , una raccolta di brani che prende il titolo dalla celeberrima canzone "Notte prima degli esami", e "Circo Massimo 2001" dove il cantautore romano racchiude in una scelta di quindici canzoni il meglio della festa per il terzo scudetto della Roma. Il disco contiene anche la simpatica caricatura di Corrado Guzzanti, che imita Antonello nel brano "Raccordo anulare". Impreziosiscono il cd "Roma capoccia", cantata con l'accompagnamento al pianoforte di Nicola Piovani, "Modena", presentata in versione strumentale, e "Che c'è", brano inedito dedicato alla squadra di calcio e alla città tutta). Nel 2002 esce "Il coraggio e l'amore"("Se l'amore è amore parte 2").
Nel 2003 esce l'atteso album di inediti "Che fantastica storia è la vita" un disco che vede il compimento della svolta rock iniziata con Goodbye 900.
Nell'album trovano posto brani universali come la title-track, di puro ricordo come "Lacrime di pioggia", brani di carattere politico come la pacifista "Ruba" (recupero di un brano composto nel '67), "Non c'è male" sulla storia e il revisionismo, "Il sosia" , un pezzo satirico dove è facile intravvedere il volto di Silvio Berlusconi. Ma nel disco c'è anche il ritrono di Gato Barbieri e Francesco De Gregori, il primo al sax, il secondo alla voce e al testo di "Io e mio fratello", un brano-presa in giro che Antonello e Francesco cantano insieme. Non può mancare il sentimento, amore estivo pieno di forza in "Estate rubino" e riflessivo in "Con che cuore", brano che fa parte della colonna sonora del film di Leonardo Pieraccioni "Il paradiso all'improvviso". Venditti nel 2003 torna alla grande.

( continua )
Figlio di una famiglia della medio-alta borghesia italiana: il padre Vincenzino Italo, è un Prefetto, la madre, Wanda Sicardi, è insegnante liceale di latino e greco. Antonello vive la sua giovinezza all’insegna del formalismo e dell’assoluto rispetto per la famiglia.
Viene avvicinato allo studio della musica giovanissimo. Già durante le scuole elementari, frequentate alla scuola XX settembre 1870 di via Novara, studia il pianoforte. Ma lo studio troppo accademico dello strumento, nonché una nonna troppo apprensiva che lo fa ingrassare in modo tale da farlo pesare a 14 anni, 94 kg., lo allontanano dallo studio del pianoforte, dopo che aveva già composto “Roma Capoccia” e “Sora Rosa”.
Durante gli anni del liceo, (il "Giulio Cesare”), incontra altri futuri personaggi famosi come il suo grande amico, attore e regista cinematografico,nonché discreto batterista, Carlo Verdone. Passa in questo periodo molto del suo tempo in un locale trasteverino, il “Folkstudio” di via Garibaldi, dapprima come semplice spettatore, poi proponendo un proprio repertorio, tra cui le canzoni di punta sono in dialetto romano: “Roma Capoccia” e “Sora Rosa”. Al Folkstudio incontra Francesco De Gregori, Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano, con il quale muove i primi passi nel mondo della musica e con i quali forma un quartetto che venne chiamato "I Giovani del Folk".
Fu proprio con De Gregori che condivise l’ esperienza del primo album, “Theorius Campus”, uscito nel 1972, nel quale i due artisti avevano a disposizione una facciata ciascuno.
L’album conteneva sei brani per entrambi gli artisti, e tra quelli di Venditti, “Roma Capoccia”, uscito anche in seguito come singolo insieme a “Ciao Uomo” fu il più apprezzato.
Gli anni ’70, sono anni “caldi” per l’Italia, dal punto di vista politico e questo periodo si ripercuote anche nella musica. Ne sa qualcosa anche lo stesso Venditti, che il 15 gennaio 1974, dopo aver eseguito al Teatro dei Satiri in Roma,una sua canzone, “A Cristo”, fu denunciato da un maresciallo della Polizia di Stato presente in sala, per vilipendio alla religione di stato.
Venditti - sull'onda di successi come Roma Capoccia e Sora Rosa - incide il suo primo disco da solista due anni dopo, a Milano, si tratta de "L'Orso bruno" 1973, realizzato con la collaborazione di Vince Tempera che suona anche il pianoforte in "Dove" ; E' un disco che denota l'attenzione del cantante verso il sociale e gli permette la prima notorietà, almeno nel "circuito impegnato". C'è poi il passaggio dalla It di Micocci alla Rca, punto di partenza naturale per i cantautori più innovativi di quel periodo.
Con la nuova casa discografica pubblica l'album "Le Cose della vita" 1973, uno dei dischi fondamentali della canzone d'autore italiana (quasi interamente acustico, prevale il suono del pianoforte con un tappeto di eminent, è un album intimista molto segnato dalla riflessione sulla famiglia, "Mio padre ha un buco in gola"). "Le cose della vita" riscontra un buon successo in termini di copie vendute e di apprezzamento della critica e si può definire uno dei migliori album di sempre di Antonello Venditti.
Segue "Quando verrà Natale" 1974 ricco di splendide composizioni : "Campo de' fiori", "Ora che sono pioggia", "Marta", "A Cristo". Di quest'anno è anche la manifestazione d'amore per la squadra giallorossa "Roma roma roma, non si discute si ama", era la prima volta che la canzone d'autore trattava questo tema.
Temi molto seri, invece, con Lilly (1975) che contiene una canzone sulla droga che è un atto d'accusa nei confronti dell'ipocrisia benpensante e un brano , "Lo stambecco ferito" (nove minuti di canzone più una coda strumentale), che è sicuramente uno dei brani maggiormente letterari di Antonello Venditti e uno dei capisaldi della sua produzione.
In "Ullallà" 1976 , canta invece la disperazione provocata dalla fuga di diossina ("Canzone per Seveso") , gas altamente tossico, che si verifica nel '76 all'Icmesa di Seveso. Il disco contiene anche un brano, "Jodi e la scimmietta", che è un'interessantissima lettura della generazione del '68.
Questo suo impegno lo fa finire nell'occhio del ciclone, alcuni giovani non gli perdonano la doppia valenza, impegnata e commerciale("Lilly" raggiunge la vetta dell'hit parade) .Con "Ullalla" chiude il rapporto con la Rca e rimane in silenzio per due anni.
Scrive in questo periodo una colonna sonora con Lucio Dalla per il film "Signore e signori buonanotte" 1976 , precisamente musicano l'episodio girato da Nanni Loy.
Il ritorno in scena lo riporta subito in vetta alle classifiche con un disco "Sotto il segno dei pesci" ('78) che contiene canzoni molto note come "Sara", "Giulia" e "Bomba o non bomba".
Venditti sceglie di cantare temi più personali pur rimanendo nel campo dell'impegno.
E' costretto ad affrontare un delicato periodo sentimentale: si separa dalla moglie Simona Izzo e di conseguenza dal figlio Francesco Saverio nato nel 1976.
Il disco successivo "Buona domenica 1979" riflette questo periodo con canzoni amare come "Donna in bottiglia", "Stai con me" e "Modena", uno dei suoi capolavori, che racconta la disillusione politica di quel periodo. Il 1979 è anche l'anno in cui Antonello Venditti compone le musiche per uno sceneggiato televisivo; Il disco si intitola "Addavenì"(quer giorno e quella sera)" , e le canzoni sono interpretate da Ninetto Davoli e Adriana Asti, tranne una "Scusa devo andare via" che viene proposta in una differente versione rispetto a quella già presente in "Buona domenica", segue un lungo periodo di ripensamento e nel 1982 esce "Sotto la poggia" che segna il debutto dell'etichetta discografica di proprietà di Venditti, la Heinz Music.
È il momento della fama, nel 1983 Venditti festeggia il secondo scudetto della Roma e gli ultimi clamorosi successi ("Sottoil segno dei pesci" e "Buona Domenica" vendono moltissimo) con un concerto gratuito al Circo Massimo. Da questa esperienza nasce il primo live della sua carriera "Circo Massimo" 1983 che contiene "Grazie Roma" una delle sue canzoni più note al grande pubblico.
È un Venditti intimistico anche quello di Cuore (1984) con "Ci vorrebbe un amico" e "Notte prima degli esami". Nel 1985 esce un doppio live, registrato in parte al Circo Massimo (Venditti organizza una seconda adunata per seguire la finale di Coppa Campioni, Roma-Liverpool, in cui la Roma risulterà però sconfitta) , con un inedito "Centocittà" che porta lo stesso nome dell'album. L' Lp testimonia uno dei migliori concerti dal vivo di sempre.
Ancora temi personali in "Venditti e segreti (1986)" con "Giulio Cesare" e "C'è un cuore che batte" In quell'anno compone anche la colonna sonora per il film "Troppo Forte" (1986) di Carlo Verdone
Arrivano poi "In questo mondo di ladri" (1988) e "Benvenuti in paradiso" (1991) dischi da un milione di copie vendute, con "Ricordati di me", "Alta marea (cover di Don't dream it's over dei Crowded house) e "Amici mai".
Negli anni Novanta Venditti prende le vesti del cantante pop e si allontana dagli stilemi cantautorali.Organizza grandi concerti come quello testimoniato da "Da Sansiro a Samarcanda" ("Samarcanda" è il titolo del programma di Michele Santoro al quale Venditti partecipa con grande passione)
Un nuovo album inedito arriva nel 1995 "Prendilo tu questo frutto amaro", con "Eroi minori" e "Tutti all'inferno", canzoni che raccontano la recente "Tangentopoli" e le tragiche stragi di mafia di tre anni prima.
Due anni dopo decide di realizzare un disco diverso, sperimentale, incide le proprie canzoni accompagnato da un'orchestra sinfonica. "Antonello nel paese delle meraviglie" ('97) è infatti una rilettura di alcuni classici insieme alla Bulgarian Simphony Orchestra di Sofia, diretta dal maestro Renato Serio che cura gli arrangiamenti. Il 24 settembre 1999 esce "Goodbye Novecento", in cui il cantante, che ha compiuto cinquantanni proprio in quell'anno (compleanno festeggiato l'8 marzo insieme agli studenti dell'università di Roma, La Sapienza) affronta le principali tematiche di fine millennio.
Il tema delll'amore e Roma sono la molla per i 2 dischi successivi:
"Se l'amore è amore" 2000 , una raccolta di brani che prende il titolo dalla celeberrima canzone "Notte prima degli esami", e "Circo Massimo 2001" dove il cantautore romano racchiude in una scelta di quindici canzoni il meglio della festa per il terzo scudetto della Roma. Il disco contiene anche la simpatica caricatura di Corrado Guzzanti, che imita Antonello nel brano "Raccordo anulare". Impreziosiscono il cd "Roma capoccia", cantata con l'accompagnamento al pianoforte di Nicola Piovani, "Modena", presentata in versione strumentale, e "Che c'è", brano inedito dedicato alla squadra di calcio e alla città tutta). Nel 2002 esce "Il coraggio e l'amore"("Se l'amore è amore parte 2").
Nel 2003 esce l'atteso album di inediti "Che fantastica storia è la vita" un disco che vede il compimento della svolta rock iniziata con Goodbye 900.
Nell'album trovano posto brani universali come la title-track, di puro ricordo come "Lacrime di pioggia", brani di carattere politico come la pacifista "Ruba" (recupero di un brano composto nel '67), "Non c'è male" sulla storia e il revisionismo, "Il sosia" , un pezzo satirico dove è facile intravvedere il volto di Silvio Berlusconi. Ma nel disco c'è anche il ritrono di Gato Barbieri e Francesco De Gregori, il primo al sax, il secondo alla voce e al testo di "Io e mio fratello", un brano-presa in giro che Antonello e Francesco cantano insieme. Non può mancare il sentimento, amore estivo pieno di forza in "Estate rubino" e riflessivo in "Con che cuore", brano che fa parte della colonna sonora del film di Leonardo Pieraccioni "Il paradiso all'improvviso". Venditti nel 2003 torna alla grande.

( continua )
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Segni del tempo
Oct. 19th, 2006 | 09:13 am
Siamo segni del tempo siamo un paese una democrazia
io e te siamo milioni secoli e generazioni con un’utopia
siamo un figlio e una figlia sappiamo le regole e l’anarchia
ma siamo segni del tempo prima che il vento ci soffi via
ma siamo segni del tempo noi siamo il viaggio la prateria
no non siamo un miraggio siamo paura coraggio e fantasia
siamo fratelli e sorelle tra pace e sporche guerre sappiamo la via
e siamo segni del tempo prima che i sogni ci scappino via
Io e te
certo il tempo ci ha segnato
questo tempo che è passato vieni più vicino
forse il mondo ci ha ferito
forse in tanti hanno tradito vieni più vicino
ma siamo segni del tempo noi siamo il futuro e la nostalgia
siamo un padre e una madre siamo angeli e fate siamo una magia
siamo quello che siamo quello che sognamo e così sia
non siamo parole al vento siamo segni del tempo che vola via
Io e te
certo il tempo ci ha segnato
questo tempo che è passato vieni più vicino
forse il mondo ci ha ferito
forse in tanti hanno tradito vieni più vicino
sì stringimi così e non avere paura
sì stringimi così io non ho più paura

io e te siamo milioni secoli e generazioni con un’utopia
siamo un figlio e una figlia sappiamo le regole e l’anarchia
ma siamo segni del tempo prima che il vento ci soffi via
ma siamo segni del tempo noi siamo il viaggio la prateria
no non siamo un miraggio siamo paura coraggio e fantasia
siamo fratelli e sorelle tra pace e sporche guerre sappiamo la via
e siamo segni del tempo prima che i sogni ci scappino via
Io e te
certo il tempo ci ha segnato
questo tempo che è passato vieni più vicino
forse il mondo ci ha ferito
forse in tanti hanno tradito vieni più vicino
ma siamo segni del tempo noi siamo il futuro e la nostalgia
siamo un padre e una madre siamo angeli e fate siamo una magia
siamo quello che siamo quello che sognamo e così sia
non siamo parole al vento siamo segni del tempo che vola via
Io e te
certo il tempo ci ha segnato
questo tempo che è passato vieni più vicino
forse il mondo ci ha ferito
forse in tanti hanno tradito vieni più vicino
sì stringimi così e non avere paura
sì stringimi così io non ho più paura

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Che Palle........Che noia!!!!
Oct. 13th, 2006 | 09:15 am
mood:
annoyed
Ciao ragazzi, bha!!! sarà il tempo, sarà l'apatia che mi pervade, non so sinceramente, ma oggi non ho proprio voglia di fare un emerito..............bhe!, avete capito sicuramente.
Qui al mio fianco c'è Alex, che come sempre è assuefatto dalla sua musica a dalla sua Pennina Mp3, quindi come sempre si isola, ogni tanto esplode in qualche gesto da chitarrista, ma sostanzialmente bada agli interessi suoi, fa benissimo, e non ci caga di pezza!
Alessandro sta compilando la sua analisi tecnica e i casi di test riguardanti la procedura che ha sviluppato per il nostro carissimo Elfo Domestico, mentre Laura, tra una chiamata e l'altra st agustandosi la freschissima uvetta verde dell'uomo del monte.
Gigi, il mitico coordinatore, se la prende comoda e se ne strafrega di tutti noi, dimostrando come sempre la sua enorme e immensa maturità professionale.
Io, invece, che dire, oggi non ho voglia di fare nullaaaaaaaa!!!!!!
Voglio andare a casaaaaaaaaaaa!!!!!!
....Che palle!!

Che palle!!

Ciucciatevi il calzino!!!

Qui al mio fianco c'è Alex, che come sempre è assuefatto dalla sua musica a dalla sua Pennina Mp3, quindi come sempre si isola, ogni tanto esplode in qualche gesto da chitarrista, ma sostanzialmente bada agli interessi suoi, fa benissimo, e non ci caga di pezza!
Alessandro sta compilando la sua analisi tecnica e i casi di test riguardanti la procedura che ha sviluppato per il nostro carissimo Elfo Domestico, mentre Laura, tra una chiamata e l'altra st agustandosi la freschissima uvetta verde dell'uomo del monte.
Gigi, il mitico coordinatore, se la prende comoda e se ne strafrega di tutti noi, dimostrando come sempre la sua enorme e immensa maturità professionale.
Io, invece, che dire, oggi non ho voglia di fare nullaaaaaaaa!!!!!!
Voglio andare a casaaaaaaaaaaa!!!!!!
....Che palle!!

Che palle!!

Ciucciatevi il calzino!!!

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E' caduta una stella
Oct. 6th, 2006 | 10:38 am
mood:
artistic
E' caduta una stella, tutto si avvererà
La coperta è gelata è l’estate che va
Canto canzoni di chiesa qui sul letto perché
Dopo che abbiamo peccato tutto è sacro per me
La luna mi fa vedere quanti capelli che hai
Forse arrivano al mare come i sogni che fai
A volte penso che sei
Come l’acqua che sai
Si può bere però
Non si può stringere mai
Ma è caduta una stella e tutto si avvererà
Con le dita provo a toccare tutti i sogni che fai
A volte sento che sei
Come il mare e vorrei
Spogliarmi e tuffarmi giù
Nel profondo di te
Canto canzoni di chiesa e l’autunno è già qua
Ma è caduta una stella tutto si avvererà

La coperta è gelata è l’estate che va
Canto canzoni di chiesa qui sul letto perché
Dopo che abbiamo peccato tutto è sacro per me
La luna mi fa vedere quanti capelli che hai
Forse arrivano al mare come i sogni che fai
A volte penso che sei
Come l’acqua che sai
Si può bere però
Non si può stringere mai
Ma è caduta una stella e tutto si avvererà
Con le dita provo a toccare tutti i sogni che fai
A volte sento che sei
Come il mare e vorrei
Spogliarmi e tuffarmi giù
Nel profondo di te
Canto canzoni di chiesa e l’autunno è già qua
Ma è caduta una stella tutto si avvererà

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Ridere di te.....
Oct. 5th, 2006 | 10:32 am
mood:
apathetic
Tu sì.....che sei speciale
ti invidio sempre un po'
sai sempre cosa fare...e...
e che cosa è giusto o no!
Tu sei così sicura
di tutto intorno a te
che sembri quasi un'onda che
che si trascina.....me
lascia stare
che ho qualche anno in più
meno male
che sei convinta tu
io sto uguale
mi chiedo solo se
faccio male...a volte
a ridere di te
Le stelle stanno in cielo
e i Sogni....non lo so
So solo che son pochi....
quelli che s'avverano
Io so che sei una donna
Onesta!......non lo so
soprattutto con se stessa...
con Se Stessa....forse no
lascia stare
che ho qualche anno in più
meno male
che sei convinta tu
io sto uguale
...adesso penso che
chissà quante volte
hai riso tu di me

ti invidio sempre un po'
sai sempre cosa fare...e...
e che cosa è giusto o no!
Tu sei così sicura
di tutto intorno a te
che sembri quasi un'onda che
che si trascina.....me
lascia stare
che ho qualche anno in più
meno male
che sei convinta tu
io sto uguale
mi chiedo solo se
faccio male...a volte
a ridere di te
Le stelle stanno in cielo
e i Sogni....non lo so
So solo che son pochi....
quelli che s'avverano
Io so che sei una donna
Onesta!......non lo so
soprattutto con se stessa...
con Se Stessa....forse no
lascia stare
che ho qualche anno in più
meno male
che sei convinta tu
io sto uguale
...adesso penso che
chissà quante volte
hai riso tu di me

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Un Giudice
Oct. 4th, 2006 | 02:51 pm
Cosa vuol dire aver un 1m e 1/2 di statura
Ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente
O la curiosità d'una ragazza irriverente
Che vi avvicina solo per un suo dubbio impertinente
Vuole scoprir s'è vero quanto si dice intorno ai nani
Che siano i più forniti della virtù meno apparente
Fra tutte le virtù la più indecente....
Passano gli anni e i mesi, e se li conti anche i minuti
E' triste trovarsi adulti senza essere crescuiti
La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo
Fino a dire che un nano è una carogna di sucuro
Perchè ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo
Fu nelle notte insonni, vegliate al lume del rancore
Che preparai gli esami, diventai procuratore
Per imboccar la strada, che dalle panche d'una cattedrale
Porta alla sacrestia, quindi alla cattedra d'un tribunale
Giudice finalmente arbitro in terra del bene e del male
Allora la mia statura non suscitò più buon umore
A chi alla sbarra in piedi mi diceva vostro onore
Ed affidarli al boia fu un piacere del tutto mio
Prima di genuflettermi nell'ora dell'addio
Non conoscendo affatoo la statura di Dio!!

Ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente
O la curiosità d'una ragazza irriverente
Che vi avvicina solo per un suo dubbio impertinente
Vuole scoprir s'è vero quanto si dice intorno ai nani
Che siano i più forniti della virtù meno apparente
Fra tutte le virtù la più indecente....
Passano gli anni e i mesi, e se li conti anche i minuti
E' triste trovarsi adulti senza essere crescuiti
La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo
Fino a dire che un nano è una carogna di sucuro
Perchè ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo
Fu nelle notte insonni, vegliate al lume del rancore
Che preparai gli esami, diventai procuratore
Per imboccar la strada, che dalle panche d'una cattedrale
Porta alla sacrestia, quindi alla cattedra d'un tribunale
Giudice finalmente arbitro in terra del bene e del male
Allora la mia statura non suscitò più buon umore
A chi alla sbarra in piedi mi diceva vostro onore
Ed affidarli al boia fu un piacere del tutto mio
Prima di genuflettermi nell'ora dell'addio
Non conoscendo affatoo la statura di Dio!!

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I Belong to you
Sep. 29th, 2006 | 10:34 am
mood:
loved
Again
I've been searching for you
I heard a cry within my soul
I never had a yeaming quite like this before
Know who you are, walking right through my dooor
All my life
Where have you been
I wonder if i'll ever see you again
And if that day comes, i know we could win
I wonder if i'll ever see you again
A sacred gift of heaven
For better worse wherever
And i would never let somebody take you down
Under your crown, never....

( I belong to you )
I've been searching for you
I heard a cry within my soul
I never had a yeaming quite like this before
Know who you are, walking right through my dooor
All my life
Where have you been
I wonder if i'll ever see you again
And if that day comes, i know we could win
I wonder if i'll ever see you again
A sacred gift of heaven
For better worse wherever
And i would never let somebody take you down
Under your crown, never....

( I belong to you )
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Let's get high
Sep. 25th, 2006 | 07:29 pm
mood:
happy
Ragazzi, per avore fermate Silvano!!!
Sono circa le 23:30, e dopo aver mangiato di tutto,
dall'antipasto fino ad arrivare al dolce, i mitici
MIGNON dello Chalet del pincio, lui imperterrito
è ancora lì, energico, e impegnato a regolare gli
ALTI e BASSI della sua chitarra elettrica,
che tra l'altro sfoggia una bellissima immaggine
di JIMMY HENDRIX, e a tormentarci su quale artista
scegliere per impostare il suo mitico impianto
by KARAOKE LIGHT NIGHT.
( Continua )
( Continua )Link | Leave a comment | Add to Memories | Tell a Friend
L'equilibrista
Sep. 18th, 2006 | 11:54 am
Com'è diverso il mondo visto da qui
sopra un filo immaginario nel silenzio che c'è
attraverserò l'immenso che ho davanti a me
ali nel vento per volare non ho
sfiderò nell'aria la forza della mia gravità
muoverò le braccia aperte nell'infinità del blu
com'è lontano il mondo visto da quassù
dimenticando il grande vuoto intorno a me
senza mai voltarmi indietro me ne andrò da qui
La strada del mio cuore io ritroverò
in equilibrio fino in fondo arriverò
dove si respira liberi

( L'equilibrista... )
sopra un filo immaginario nel silenzio che c'è
attraverserò l'immenso che ho davanti a me
ali nel vento per volare non ho
sfiderò nell'aria la forza della mia gravità
muoverò le braccia aperte nell'infinità del blu
com'è lontano il mondo visto da quassù
dimenticando il grande vuoto intorno a me
senza mai voltarmi indietro me ne andrò da qui
La strada del mio cuore io ritroverò
in equilibrio fino in fondo arriverò
dove si respira liberi

( L'equilibrista... )
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Candyman
Jul. 25th, 2006 | 01:17 pm
Aspetto qui seduto alla fermata passa prima il caldo o il tram
E ho gli occhi che si chiudono a metà
Ma dicono la verità
E si è alzato il vento, quello che fastidio nono ne dà
Si sta bene adesso, alle due di sabato in città

Tutto aspetando Candyman
Con il suo sogno organizzato
Ma Candyman si sà, va pagato
Sono l'uomo, l'uomo delle caramelle...vendo stelle
( Candyman... )
E ho gli occhi che si chiudono a metà
Ma dicono la verità
E si è alzato il vento, quello che fastidio nono ne dà
Si sta bene adesso, alle due di sabato in città

Tutto aspetando Candyman
Con il suo sogno organizzato
Ma Candyman si sà, va pagato
Sono l'uomo, l'uomo delle caramelle...vendo stelle
( Candyman... )
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Da lontano....
Jul. 25th, 2006 | 12:50 pm
Il tuo nome è una vecchia ferita che giace profonda
E la sabbia ha coperto il passaggio di fiamme e furori
Tutto sembra pulito e quieto a vederlo da fuori,
Tutto sembra finito...
Ho trovato il tuo nome sul manico di una valigia
Era scritto in corsivo e pendeva di lato
Come un albero al vento piegato

Da lontano il nodo non cede per niente
Un serpente che stringe e respira
Anche quando mi nomini a mente si sente
Da lontano, il node non cede, non molla
Come colla, ogni giorno più dura
Anche quando mi nomini a mente si sente
( Da Lontano... )
E la sabbia ha coperto il passaggio di fiamme e furori
Tutto sembra pulito e quieto a vederlo da fuori,
Tutto sembra finito...
Ho trovato il tuo nome sul manico di una valigia
Era scritto in corsivo e pendeva di lato
Come un albero al vento piegato

Da lontano il nodo non cede per niente
Un serpente che stringe e respira
Anche quando mi nomini a mente si sente
Da lontano, il node non cede, non molla
Come colla, ogni giorno più dura
Anche quando mi nomini a mente si sente
( Da Lontano... )
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Acqua
Jul. 21st, 2006 | 09:06 am
Acqua siamo noi che si può bere
acqua siamo nella quale si può affogare
tuffandosi nell'acqua che ti apre un varco
poi ritorna ad abbracciarti
ad assecondarti nel nuotare
noi siamo così imprevedibili come acqua noi, come onde
un filo d'erba che germoglia senza far rumore
poi con l'acqua si addormenta sotto il sole che evaporando
su una nuvola se nevà...cosi noi

Ci si lascia per potersi rimpiangere
ci si perde per potersi cercare
ma pensarci ogni volta che respiri
e il respiro ti viene a mancare
e volersi per potersi perdere
poi aversi per lasciarsi scappare
per capire che era tutto inutile
e che in un amore puoi anche affogare
( Acqua )
acqua siamo nella quale si può affogare
tuffandosi nell'acqua che ti apre un varco
poi ritorna ad abbracciarti
ad assecondarti nel nuotare
noi siamo così imprevedibili come acqua noi, come onde
un filo d'erba che germoglia senza far rumore
poi con l'acqua si addormenta sotto il sole che evaporando
su una nuvola se nevà...cosi noi

Ci si lascia per potersi rimpiangere
ci si perde per potersi cercare
ma pensarci ogni volta che respiri
e il respiro ti viene a mancare
e volersi per potersi perdere
poi aversi per lasciarsi scappare
per capire che era tutto inutile
e che in un amore puoi anche affogare
( Acqua )




